UN MONDO NUOVO
C'e' un pianeta dai tanti colori, che si muove lento nello spazio.
C'e' un continente gigantesco, dilaniato da cambiamenti che sfuggono alla comprensione umana.
C'e' un territorio schiacciato tra i nuovi ghiacciai del nord e i neonati vulcani del sud.
C'e' un altopiano erboso, la cui vegetazione resiste ai veleni dispersi nell'aria.
C'e' un mech rosso, in piedi, sul bordo dell'altopiano, rivolto verso est.
C'e' un ragazzo, seduto sulla mano aperta del mech, che riflette.
"Sun Tzu?"
"SI, LARS?"
"Ti chiedi mai che senso abbia avuto tutto questo?"
"MOLTE VOLTE OGNI SECONDO."
"L'uomo ha bisogno di tempo per adattarsi ai cambiamenti, un pianeta ancora di piu'; com'e' possibile tutto quello che e' successo in cosi' pochi mesi?"
"IO STESSO STENTO A COMPRENDERE LA NATURA DELLA PRE-TAV E DELLA SUA GEMELLA: L'ORIZZONTE ROSSO. LA DEVASTAZIONE E' LEGATA A LORO, E' INDUBBIO."
"Mi chiedo se avremmo potuto fermarla."
In basso, nella valle che dominavano dalla loro posizione, una lunga colonna di profughi marciava lentamente verso ovest. Erano i sopravvissuti del Sepristan, dell'Aquitania, dei Clan minori. Una mescola variegata di persone che aveva come unico scopo di sopravvivere, regredite ad uno stadio primordiale di istinto e spietatezza. Arrivavano da ogni direzione, sfuggite per amara fortuna alla distruzione del continente.
"Sembra che la terra stessa si stia rivoltando su se stessa. Se credessi a quello che dice la Chiesa di BOB penserei che il pianeta sia molto arrabbiato."
"O IN PREDA AL DOLORE. O FORSE SI STA SVEGLIANDO DOPO CHE LO AVEVAMO ANESTETIZZATO COL TERRAFORMING."
"Non so cosa sia, questo terraforming che dici."
"ANCHE SE AVETE DIMENTICATO, VOI UOMINI SIETE ARRIVATI DALLE STELLE, MODELLANDO QUESTO PIANETA A IMMAGINE DI QUELLO CHE AVEVATE LASCIATO. NOI ERAVAMO CON VOI, ALLORA COME OGGI."
"Perche' non torniamo da dove siamo venuti?"
"NON E'POSSIBILE. NON ABBIAMO LE CONOSCENZE PER FARLO."
"Abbiamo il Pre-TAV. Sono convinto che ha molte piu' funzioni di sparare cannonate e piantare pali nel terreno."
"CONOSCI QUALCUNO IN GRADO DI DISCHIUDERE QUESTI SEGRETI?"
"Si: tu."
L'intelligenza artificiale chiamata Sun Tzu resto' in silenzio, poi gli rispose con una voce che sembrava colorata di orgoglio. "HAI IMPARATO BENE, LARS."
Nelle ultime settimane non avevano piu' giocato a scacchi, non ce ne era stato il tempo. Sul finire di gennaio avevano incontrato Karinzov: era stata una battaglia sofferta, fratricida, fine a se stessa. Ne erano usciti vincitori, rivendicando la leadership dei clan favorevoli al TAV nella guerra inesorabile.
Lars sorrideva pensando a quella battaglia: era un sorriso amaro. I suoi soldati e quelli di Karinzov avevano battezzato quel posto "La Scacchiera", un luogo che avrebbe dovuto diventare leggendario e che nel giro di poche settimane era sparito, divorato dal ghiaccio e dal fuoco vomitati dal pianeta.
"Questo mondo sta divorando le nostre storie, le nostre leggende. Spero faccia lo stesso con le nostre colpe." Hans Morgenstern, il suo fratellastro, si era battuto con onore sul campo della Scacchiera e Sun Tzu lo aveva spezzato, dandogli il colpo di grazia dopo che lui si era arreso. L'episodio non era risuonato come avrebbe dovuto: ovunque intorno c'era guerra, tragedia, distruzione. Lars stesso aveva dovuto accantonare i dubbi sulla sua AI, su come aveva sentito la paura impadronirsi di lei quando Arthur era stato inghiottito dall'oblio. C'era un clan da guidare verso lo scontro finale, niente spazio per i dubbi.
La battaglia contro l'Orizzonte Rosso era avvenuta dopo poche settimane, mentre giungevano notizie di malattie, carestie e catastrofi. Una battaglia senza vincitori, nella quale l'unica soluzione per sopravvivere era stata di smettere di combattere. Le sue truppe avevano tradito la fiducia degli uomini della COPAX e avevano preso il controllo della gigantesca Pre-TAV, disattivandola: Zukov, Grigorich o chi per loro erano stati abbastanza saggi da fare altrettanto con la nave sua gemella. Mentre si ritiravano, Lars aveva ancora avuto il piacere di scontrarsi in una Danza di Morte con l'altro suo fratellastro, Karl, uccidendolo in maniera piu' onorevole del precedente ma altrettanto spietata.
Il resto era avvolto in una nebbia frenetica. L'occultamento della Pre-TAV sul plateau di Nevy, la sua acclamazione come capo clan e il sorriso preoccupato del padre mentre si faceva da parte, l'Apocalisse che aveva stritolato Alpha Mater.
"Che senso, l'aver combattuto per una terra morta? L'aver ucciso se ora dobbiamo morire tutti?"
"NON SIAMO ANCORA FINITI, LARS."
"Pensi che riusciremo a sopravvivere?"
"NON POSSO DIRLO CON CERTEZZA." Nemmeno la strategia incarnata sapeva dare una risposta ai suoi interrogativi. "TUTTAVIA IN QUESTA GUERRA HAI CONOSCIUTO TE STESSO, HAI CONOSCIUTO ME E I TUOI FRATELLI. SOPRATTUTTO, HAI CONOSCIUTO IL TUO CLAN COME MAI AVRESTI POTUTO FARE. SE ESISTE UNA POSSIBILITA' DI SOPRAVVIVERE A TUTTO QUESTO, NON C'E' CONDIZIONE MIGLIORE PER COGLIERLA CHE ADESSO." Sun Tzu sollevo' la mano che lo reggeva, come a presentargli il nuovo mondo che aspettava di essere conquistato.
"QUESTO E' IL NOSTRO NUOVO MONDO: ANDIAMO A PRENDERCELO."
E cosi' fecero.
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