Introduzione
Il terraforming è un processo lungo e complesso, che attraversa molti stadi, fino all'ultimo, quello appunto di riprodurre altrove l'ambiente terrestre; molti sono scettici quanto alla possibilità del terraforming completo, ma si contemplano molte tappe intermedie tra lo stato di sterilità totale e quello di abitabilità perfetta.
La prima di queste tappe è l'ecopoiesi, cioè l'impianto e lo sviluppo di una biosfera sulla superficie del pianeta considerato; l'ecopoiesi richiede un minimo di modificazioni ambientaliche che riguardano la
temperatura, la massa atmosferica, bisogna provvedere una riserva d'acqua e bisogna schermare di molto la radiazione ultravioletta e i raggi cosmici. Queste modifiche renderebbero il pianeta capace di sostenere una vita anaerobica (cioè che non ha bisogno di respirare), ma per poter sostenere una vita vegetale è necessario che l'atmosfera contenga abbastanza ossigeno.
L’ecopoiesi aerobica e il Clutch
Una delle poche certezze che gli scienziati di BOB hanno sul processo di terraformazione è che il passaggio da un ecopoiesi anaerobica a quella aerobica sia stato mediato dall’attività della diffusa e mirabolante pianta nota come Clutch. Questa pianta diffusa ovunque su BOB nelle sue numerose varianti è sicuramente stata l’artefice dell’arricchimento di ossigeno dell’atmosfera necessario a rendere abitabile BOB. Verosimilmente le prime specie di questa pianta possedevano caratteristiche analoghe alle alghe, ma l’alta mutabilità della specie ha permesso una capillare diffusione e un adattamento alle diverse condizioni climatiche del pianeta. Lo studio delle proprietà di questo vegetale lascia però aperti molti interrogativi, poiché ancora oggi si può osservare la profonda capacità di trasformazione del terreno che il Clutch riesce a esercitare. Se tale capacità sia uno strascico del processo di terraforming, se sia una caratteristica spontanea, o la prova che la terraformazione è ancora in atto è fonte di continuo dibattito.
Gli studi sul terraforming di BOB
Le tecnologie e le conoscenze necessarie alla terraformazione fanno parte delle cosiddette Tecnologie Perdute, al pari di quelle necessarie al volo interplanetario. I primi studi sono stati condotti circa un secolo e mezzo dopo la colonizzazione; durante la fase di passaggio da un modello sociale improntato sull’insediamento e sulla colonizzazione a uno più ampio e complesso con l’affermarsi delle prime entità politiche autoctone ( proto-Ruritania, proto-Nabukovia, ecc). In quel periodo, la necessità di creare infrastrutture per l’ottimizzazione dello sfruttamento del territorio portò gli scienziati a interessarsi ai meccanismi alla base della terraformazione in cerca di utili applicazioni. Le ricerche diedero risultati minimi, in quanto fu evidente che la tecnologia e la potenza di calcolo dei computer a disposizione per le ricerche erano insufficienti per interpretare le poche informazioni recuperate. Nonostante le sollecitazioni della comunità scientifica l’unità Qzero rifiutò di collaborare e dichiarò d non avere ( o non volere dare) informazioni utili alle ricerche. Fu così che lo studio della terraformazione languì per lunghi decenni in attesa delle giuste tecnologie.
L’eredità del Terraforming
Nonostante la stagnazione della ricerca il Terraforming di BOB rimase sempre oggetto di grande interesse per i vari poteri forti di BOB. Fu subito evidente, alle alte sfere delle varie potenze, che su BOB erano rimaste diverse “reliquie” del passato. Strutture, mezzi, laboratori che risalivano alla colonizzazione stessa, o addirittura a prima di essa. La storia travagliata della politica di BOB fece si che le potenzialità belliche di questi artefatti facessero gola a tutti. Questo causò la distruzione di molti di essi e la perdità delle conoscenze sugli utilizzi non bellici degli stessi. Durante l’era del Tungsteno parve che di questi resti fosse rimasto ben poco, ma con l’ascesa dei Clan Mechwarrior fu chiaro il contrario. Diversi tra i Clan sembravano poter contare su artefatti risalenti al tempo del terraforming; le voci sulla Città che Cammina e sul Greta Garbo sono solo un esempio. Contemporaneamente, la comparsa delle Intelligenze Artificiali e la Caduta di Qzero e dei suoi frammenti hanno dato una nuova dimensione alle capacità di calcolo a disposizione degli scienziati; il progetto del TAV ne è solo un esempio. Lo studio del Terraforming sta dunque vivendo una nuova primavera.
L’attuale dibattito sul terraforming.
Attualmente il dibattito teorico tra gli scienziati verte principalmente sulla necessità di scoprire l’intensità del processo di terraforming che ha reso abitabile BOB.
Il dibattito politico invece vede la comunità scientifica divisa tra una fazione progressista e una etica; la prima vede nella comprensione della terraformazione la chiave per utilizzare alla massima efficienza le tecnologie che si stanno sviluppando. L’altra ritiene necessario comprendere l’equilibrio tra terraforming e BOB prima di sfruttare le risorse legate alla terraformazione.
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