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Tempesta di Fuoco sul Pre-Tav

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Dai resoconti di Goran Clevic sul fronte di guerra del Tav!

 

Quarto Giorno

Nel pieno della notte arriviamo al cantiere, solo per scoprire che è stato spostato ad una trentina di chilometri di distanza poche ore prima. Ordini improvvisi dall’ufficio Coordinamento. L’ultimo tratto non può essere fatto in treno, quindi veniamo fatti imbarcare su camion blindati. Gli uomini della CoPax che supervisionano le operazioni sono agitati, qualcuno sghignazza, altri sembrano molto nervosi.

Poche ore dopo capiamo tutti il perché. Mentre l’alba sorge sulle basse colline del mare d’erba, vediamo stagliarsi l’imponente profilo del Pre-TAV. Sulla collina a fianco, un clan mech è stato fatto a pezzi ed impalato con la sua stessa arma. “Questo non piacerà al clan Tempesta…” dice cupo il mio vicino di posto.

Parole profetiche. Siamo ancora a parecchie centinaia di metri dal PRE-TAV quando il sole è oscurato da una figura tenebrosa, come un gigantesco rapace pronto a calare su di noi. Non ho mai visto un mech così grande! “Per le palle di Bob, è il Wind Reaper di Ummon!” sento gridare dall’autista del camion, che accelera d’improvviso per arrivare al riparo del PRE-TAV, le cui torrette binate si attivano con ronzio ovattato.

Poi scoppia l’inferno. I Cyclop della CoPax aprono il fuoco sulla figura da incubo del Wind Reaper, che sembra muoversi come fumo schivando i colpi che lo schivano di un pelo, e si fa sempre più vicino. Seguire lo scontro dal camion lanciato a tavoletta verso i portelloni aperti del PRO-TAV è difficile, ma faccio in tempo a vedere uno scontro titanico sulla collina tra il mech del capoclan Tempesta ed un Cyclop. Un’altra ombra ci passa davanti, in un attimo è dall’altra parte del PRO-TAV. Si sente un’esplosione, un fischio ed un colpo violentissimo, come se un

meteorite avesse appena colpito il campo di battaglia: è una delle torrette del PRE-TAV, divelta dalla struttura da un altro mech del clan Tempesta sbucato da chissà dove.

Un’istante dopo il terreno trema ancora ed una gigantesca nuvola di fumo e polvere oscura l’aria, poi vengo sbattuto violentemente contro la fiancata metallica del camion, che sbanda e si ferma bruscamente. Siamo stati colpiti da qualcosa, ma la corazza ha retto, per ora. Saltiamo giù, miracolosamente incolumi. Sopra di noi troneggia la fiancata del PRE-TAV, alta quanto una cattedrale, illuminata dal fuoco cadenzato delle torrette che spazzano il campo di battaglia. Ci mettiamo a correre verso i pesanti portelloni corazzati, aperti per farci salire. Prima di

entrare mi giro e vedo il Wind Reaper, a terra, che continua a combattere.

Il resto dello scontro non lo vedo, ma lo sento attraverso le vibrazioni delle esplosioni, che riescono a scuotere anche la colossale struttura del PRE-TAV. Veniamo portati in una grande sala, una sorta di magazzino, e tenuti sotto controllo da un paio di guardie CoPax, che però sembrano più interessate alle trasmissioni radio che a noi.

Dopo qualche ora riesco a capire che il clan Tempesta è stato respinto, che il Wind Reaper è caduto, ma Ummon è riuscito a scappare e si nasconde da qualche parte nei boschi circostanti. La CoPax si muove con cautela, perché la priorità è di allontanare il PRE-TAV. Molti degli operai sono stupefatti dal fatto che sia stato danneggiato. “credevo fosse indistruttibile” – dice uno, impaurito più di quanto non voglia

far apparire – “credevo che niente potesse fermarlo!”.

Mentre sento che vengono organizzate delle squadre di soldati CoPax per rastrellare i boschi a caccia di Ummon prendo una decisione: devo essere lì, devo riuscire a vederlo. Riesco ad evitare la blanda sorveglianza interna, trovo uno spogliatoio con alcuni abiti militari usati, me li metto addosso e sono fuori, mentre calano le prime ombre della sera. Il bosco dove si nasconde Ummon non è lontano, decido di non rischiare e vado a piedi, passando vicino all’inquietante figura del Wind Reaper, che sembra un demone addormentato.

 

Anche così, sconfitto ed abbattuto, incute timore, e qualcuno si segna mentre gli passa accanto, mentre la maggior parte dei soldati semplicemente gira alla larga. Appena entrato nel bosco mi tolgo la divisa, poi cerco di orientarmi nel bosco, seguendo le squadre di ricerca.

 

Dopo un paio d'ore, d'improvviso cominciano a sentirsi esplosioni, grida, e la terra trema all'inconfondibile ritmo di mech in corsa. Guidato dal bagliore degli spari e dal rumore del combattimento, supero il crinale di una collina e vedo sotto di me una scena da incubo, con decine di uomini che si lanciano all'assalto all'arma bianca, veicoli

che esplodono, un mech abbattuto con una gamba grottescamente alzata, un altro il cui torso esplode sotto i miei occhi. Gli uomini della CoPax hanno trovato Ummon, ma i suoi fedeli uomini del clan non lo hanno abbandonato e sono tornati per difenderlo. Il combattimento è di una ferocia inaudita e dopo pochi minuti la base della collina è coperta di rottami fumanti di metallo, cadaveri, ed alberi in fiamme. In mezzo a questo incubo, letteralmente in cima a questo cumulo di sangue e distruzione, c'è Ummon, che combatte come se fosse posseduto, e mentre combatte ulula, come un'animale selvaggio.

 

Quando tutto per lui sembra perduto, una serie di scie luminose rischiarano il cielo: sono le armature potenziate volanti del clan Tempesta, che prendono il volo portando in salvo il loro leader. La battaglia repentinamente finisce, mentre le rimanenti forze del clan Tempesta abbandonano il campo.Stordito, in stato confusionale, mi aggiro per il bosco nelle ore successive, fino a che non riesco a raggiungere il ProTav poco prima dell'alba, appena in tempo: sorge una nuova alba sul mare d'erba della Frostia mentre il gigantesco veicolo, danneggiato, si solleva dal campo e ricomincia la sua implacabile avanzata.

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