meravigliosomondodibob

 

Ostaggi Contesi

Page history last edited by Silb 3 yrs ago

Il caporale Irina Petrensko si spostò dal bancone tenendo con attenzione il vassoio pieno di bicchieri e per poco non andò a sbattere contro Ethaniel Evilenko. Con un mormorio di scuse si spostò di lato lasciandolo passare.

Dopo qualche secondo vide la sagoma di Otter Octavio alzarsi dal tavolo per salutare il rappresentante della nabukovia e le loro voci le risuonarono nitide nell'orecchio.

- Ottimo lavoro caporale, la ricezione della microspia è perfetta.

Senza dare segno di aver sentito la voce del capitano, Irina posò i bicchieri sul tavolo e si diresse verso gli altri clienti, non le piaceva lavorare sotto copertura, ma in quel caso era necessario. Passò lo straccio sul tavolino e prese le ordinazioni, dietro il paravento i due uomini sedevano tranquilli discutendo della vita di dieci persone che erano state rapite dalle loro case in Nabukovia senza nessuna spiegazione. I testimoni avevano parlato di Mech non

identificati e dall'aspetto a dir poco inquietante, notizie sufficienti per il neo-rifondato plotone Purificatori dell'Esercito della Fede.

- Per trovare i vostri uomini voglio diecimila bollari. - Stava dicendo Octavio.

- Non ci saranno problemi. - Irina non gliela avrebbe mai data vinta così facilmente se fosse stata al posto di Evilenko, tamburellò le mani sul bancone. Anche se non c'era il clan dei Cosacchi Sanguinari dietro il rapimento ne sapevano sicuramente qualcosa. - E per voi, - proseguì 'uomo che la Nabukovia aveva incaricato di recuperare i rapiti, - ce ne saranno altri 20 se toglierete di mezzo anche lord Vlanakan del clan Testa di Cane.

Per poco Irina non si fece sfuggire un'esclamazione di stupore, si girò verso il bancone cercando di riprendere il controllo.

- Si muovono!

Evilenko uscì da dietro il separè e Octavio lo guardò allontanarsi con un'espressione impassibile, aveva appena trattato la morte di un capo Clan e la vita di dieci persone come se si fosse trattato di bruscolini, un uomo del genere faceva paura. Dopo qualche secondo, Otter Octavio del Clan dei Cosacchi Sanguinari si alzò e per poco non andò a sbattere contro Karl Keiser il giornalista di SkyMech24 che usciva dal bagno. L'espressione del giornalista passò rapidamente dalla sorpresa all'avidità ed entrambi tornarono a sedersi dietro il separè.

- Caporale, sapete cosa fare. - La voce del capitano la richiamò all'ordine, Irina chinò la testa in senso affermativo e si diresse verso il retro del locale. - Petrensko?

- Signore? - Mormorò lei riprendendo il suo equipaggiamento nascosto nel ripostiglio. - Devo avere un problema di ricezione, le ultime parole che si sono detti non sono riuscito a sentirle.

Irina si bloccò per qualche secondo in silenzio, - nemmeno io capitano, nemmeno io.

 

- Gli hanno sparato! Hanno sparato a Lord Vlanakan!

- Si calmi soldato Morales, Caporale Petrensko!

Irina sollevò lentamente la testa per osservare la situazione sotto di lei, l'eco degli spari risuonava ancora nel silenzio. - Siamo dietro ad Octavio, signore. Evilenko è accanto a lui, gli sta passando una valigetta.

- Prendete gli ostaggi.

Il caporale fece cenno agli altri uomini sdraiati dietro la duna e lentamente i soldati dell'Esercito della Fede cominciarono a strisciare in direzione dei prigionieri.

- Cosa sono? - Chiese il soldato Wrest quando furono abbastanza vicini da vedere i mech che sorvegliavano gli uomini della Nabukovia. Irina scosse la testa, quei cosi non erano normali, non potevano esserlo, accanto a lei padre Zarinevic scostò il binocolo dagli occhi. - Già i mech non mi piacciono, figuriamoci poi questi. Le immagini le abbiamo, signore, andiamo?

Il caporale annuì e fece per dare l'ordine di proseguire quando un'esclamazione nell'auricolare fermò il suo gesto.

- Che cazzo succede? - Era il capitano Wizen ed il suo tono la spinse a girarsi verso la scena che avevano appena lasciato. Mech del Clan Testa di Cane erano sbucati come dal nulla e puntavano le armi verso Octavio e Evilenko. - E' Voldemort, signore - disse Irina facendo cenno ai suoi uomini di restare fermi, - evidentemente Lord Vlanakan non è

stato così stupido da venire da solo.

- Avevo sentito dire che Voldemort era ferito gravemente. - Le mormorò accanto padre Zarinevic. Evidentemente non stava poi così male pensò Irina mentre il mech del comandante Voldemort si chinava verso l'uomo che appena prima aveva sparato al suo capo Clan. Il caporale ammirò il sangue freddo di Octavio, lo vide indicare gli ostaggi e scostarsi per lasciare il passo al mech come se, se non fosse stato d'accordo, avesse potuto impedirgli di passare.

- Che facciamo?

Irina fissò gli uomini fermi in attesa di ordini, poi guardò i mech del Clan Testa di Cane dirigersi con tranquillità verso gli ostaggi.

- Li seguiamo.

 

 

Spari ed esplosioni. Mech che si scontravano in aperta battaglia, come se ogni diplomazia fosse ormai impossibile. Due clan, Testa di Cane e Muniz, lottavano per la vita di dieci piccoli uomini che sicuramente in quel momento cercavano di capire chi augurarsi sopravvivesse e perchè fossero così importanti. Il caporale Petrensko tossì nella polvere e si stupì di vedere sangue che si mescolava alla terra, il suo. Accanto a lei padre Zarinevic si teneva l'elmetto con la mano e cercava di parlare con il comando.

- No signore, non ci hanno notati! Si signore, due perdite e cinque feriti, ci calpestano come formiche! - Seguì qualche secondo di silenzio. - Certo signore, lo so anch'io che è indispensabile che non ci vedano ma così... Si

signore, il caporale Petrensko è qui.

Irina prese la radio e cercò di descrivere la situazione al capitano Wizen, il dolore al fianco la faceva ansimare ma non era la prima volta che veniva ferita in combattimento e non sarebbe stata di certo l'ultima. I mech del clan Testa di Cane erano quasi riusciti a portare fuori dal territorio del clan Muniz gli ostaggi, lei non sapeva perchè si trovassero in quel posto ne perchè ce li avesse Octavio, nè tanto meno l'interesse del clan Muniz per gli uomini della Nabukovia. Sapeva soltanto che i due clan erano in guerra da prima e che probabilmente Muniz non voleva farsi sfuggire l'occasione di assestare un colpo ai suoi avversari, qualcuno doveva avergli detto cosa stavano facendo e dove stavano andando.

- Signore, sembra ci siano di mezzo anche i Leoni di Albione! - Irina sospirò fissando il soldato Wrest che gli indicava i mech di Albione che si aggiungevano allo scontro. Come facevano adesso? Si accorse con stanchezza che la voce del capitano continuava a parlarle dalla radio. - Signore, non la sento bene, può ripetere? - Chiese quando un colpo colpì il terreno vicino a dove erano nascosti. Ascoltò per qualche secondo in silenzio poi annuì.

- Sembra che dobbiamo darci da fare ragazzi. - Dieci paia di occhi la fissarono in silenzio. - Gli ordini sono di aiutare il Clan Muniz, - fulminò con lo sguardo padre Zarinevic che chiuse subito la bocca, - radunate gli uomini e cerchiamo di far si che nessuno si accorga del nostro intervento. - Di nuovo padre Zarinevic fece per intervenire ma fissando l'espressione del caporale Petrensko rinunciò cominciando invece a gridare per chiamare a raccolta il plotone. Irina chiamò il dottore e le chiese di sistemarle la ferita, Elena Redova le controllò il fianco poi le fece ingoiare delle pillole. - E' un graffio, molto sangue ma è solo scena. Spostiamo i feriti più gravi nelle retrovie e vi mandiamo quelli ancora in grado di combattere. - Irina annuì, fece qualche passo poi si girò verso il medico. - Il soldato Marini? - Elena Redova scosse la testa. Padre Zarinevic le fu a fianco prima che potesse dire qualcosa. - Uomini pronti, signore.

Irina allacciò la tuta nera e si infilò l'elmetto protettivo. - Muoviamoci allora.

 

Lontano il combattimento proseguiva, i mech si stagliavano enormi nel cielo rosso sangue come colossi inarrestabili e, ai loro piedi, piccoli come formiche ed invisibili ai loro occhi, gli uomini del plotone Purificatori si faceva largo verso il clan Testa di Cane. Le loro grida di guerra non erano udibili, la loro presenza non sarebbe stata notata e la storia non ne avrebbe tenuto traccia.


 

Scritto da Silb

Comments (0)

You don't have permission to comment on this page.