L'Orfano - Atto 6 - Il Tav
Aveva iniziato a piovere da qualche minuto quando le luci al neon delle bettole su Cashinsky Ulitsa si erano accese. Un autocarro svoltò dalla Nikolayev Ulitsa quasi investendo una coppia di innamorati che incurante dell’acqua continuava a sostare in un angolo della strada. Yuri Grigorich non aveva intenzione di bagnarsi quanto loro, del resto per lui non c’era una ricompensa nel farlo.
Così entrò nell’Osteria Krasnadorvian, uno dei luoghi più malfamati di Nevograd. Eppure uno dei posti meglio frequentati della città. Qualcuno diceva che li si fossero effettuati anche importanti colloqui durante la crisi tra i clan Testa di Cane e Muniz. Infondo non c’era personalità che non passasse di li quando aveva qualcosa da tramare lontano dai palazzi del potere. E l’Orfano non era da meno.
Appena entrato il calore del locale cominciò a pervadergli tutto il corpo, avrebbe voluto levarsi l’impermeabile ma non gli parve il caso… l’attaccapanni era desolatamente vuoto. Del resto non poteva veramente toglierselo. Riconobbe gli uomini che doveva incontrare infondo al locale. Andò al bancone e ordinò una birra. La bevve tutta di un sorso. Ne ordinò altre quattro, quando furono pronte ne afferrò una e poi disse al barista di portare le altre tre e una bottiglia di Vodka al tavolo appena lui si fosse seduto e di sostituire la bottiglia per quattro volte appena fosse stata vuota.
Mise sul tavolo 5 rubli in più del dovuto, non molto come mancia, ma metter di più in un posto come quello voleva dire beccarsi una coltellata nello stomaco per farsi rubare il portafoglio.
-Altri 5 per la cameriera a lavoro ultimato… ma che sia la più carina.
Nel muoversi verso il fondo del locale urto contro un’omone facendogli andare la birra di traverso. Per farlo calmare gli ci volle un minuto buono, l’ordine di un’altra birra e la promessa che prima di uscire avrebbe offerto un giro di vodka a lui e i suoi amici.
Arrivato al tavolo si mise a sedere e dopo nemmeno tre secondi la cameriera posava la bottiglia di wodka sul tavolo. Nel vederla Yuri sgrano gli occhi. Aveva chiesto la cameriera più bella del locale, ma non si aspettava di trovarsi davanti… Irina Petrensko. Si alzo di scatto, per un attimo stava per salutarla, ma così probabilmente avrebbe mandato i suoi affari in malora, e probabilmente anche quelli di Irina. Lo sguardo di Irina diceva “non mi tradire, sono sotto copertura, rimettiti seduto”. Quello sguardo gli sembrava stranamente familiare. Istintivamente mise la mano in tasca alla ricerca della lettera, ma non l’aveva in tasca, non quella volta.
-Signorina, porti una birra a quel signore li giù – e fece scivolare tre rubli nella tasca della giovane cameriera.
Irina si girò per vedere chi le stesse indicando Yuri.
In quel momento Yuri barcollò, colpi il braccio di Irina e rovesciò la sua birra. La maggior parte fini in terra, mentre una parte andò su uno dei suoi tre ospiti, il solo, oltre a Yuri, che avesse l’impermeabile
-Oh mio Dio, lasci che l’asciughi.
Irina si tolse il grembiule e lo uso per asciugare l’impermeabile del malcapitato.
-Lasci stare, tanto quando uscirò si laverà da solo.
-Mi scusi Signorina, sono un po’ impacciato. Lasci perdere il pavimento, non è la prima e non sarà nemmeno l’ultima volta che della birra finisce per terra in questo locale. Vuole essere così gentile da portarmene un’altra.
Yuri mise i soldi sul tavolo e senza prestare più attenzione alla cameriera versò la vodka.
Nei minuti seguenti i tre agenti della Copax esposero chiaramente la loro proposta. Territorio, riconoscimento politico, contratti economico in cambio di un aiuto per realizzare il progetto TAV.
Yuri si fece ripetere tutto più volte, mentre svuotavano una dopo l’altra le bottiglie di Vodka
-Bene signori, vi ringrazio per le spiegazioni. La vostra offerta è allettante, ma sappiate che se l’accetteremo ci saranno delle condizioni. Nessuno dei vostri potrà mettere piede ne sul Greta Garbo, ne tantomeno a Baikonur . Del destino del vostro preTav ne parleremo in seguito, ma mi aspetto che comunque il mio personale possa ispezionarlo a mia discrezione in ogni momento. Vi farò sapere.
Così detto, Yuri si alzò, dimostrando di essere improvvisamente sobrio.
-Signor Grigorich. Perché le sia maggiormente chiaro, lei sarebbe uscito da solo da questo locale solo se ci avesse dato una risposta affermativa.
A sottolineare quell’affermazione l’uomo con l’impermeabile rivelò il fucile che aveva nascosto.
Yuri si rimise seduto, guardo i tre negli occhi… la birra cominciava a fare effetto.
-Questo è un errore signori.
-Signor Grigorich il suo clan la venera quasi come un Dio. Farebbero qualsiasi cosa pur di salvarle la vita, anche aiutarci nei nostri piani.
-Questo è vero signori, ma nel vostro piano ci sono una serie di falle.
L’espressione dei tre era diventata improvvisamente interrogativa.
-Come prima cosa se cercate di portarmi fuori dal locale senza che abbia offerto della vodka a quel tizio grande e grosso e ai suoi amici potete star pur sicuri che tutto il locale ci verrà dietro e mi ritrascineranno dentro.
Lo sguardo dei tre si sposto sull’uomo urtato mezz’ora prima da Yuri.
In quell’attimo Yuri infilò la mano in tasca e premette il grilletto della pistola.
Il dardo narcotizzante si infilò nel petto dell’uomo con il fucile. Mentre questi cadeva faccia avanti sul tavolo, Yuri aveva già preso il suo fucile.
Gli altri due lo guardavano perplessi sul dafarsi.
-Come seconda cosa sono venuto armato anche io e ho verificato chi di voi dovevo disarmare per primo… o pensate che mi piaccia sprecare della buona birra? Mani sul tavolo signori, meglio che le vostre pistole rimangano nelle loro fondine… tanto più che difficilmente potreste utilizzarle al meglio. Vedete, avevo drogato il primo giro di Birre. Direi che tra poco dovrebbe fare totalmente effetto… vedete quel torpore che avvertite non è la Vodka come potete pensare, ma l’effetto del Bromoxitol. Un paio di minuti e non potrete più muovere un muscolo per una mezzora buona. Vi consiglio di finire i vostri bicchieri di Vodka finché potete.
Così dicendo fini di vuotare l’ennesima bottiglia e dopo poco l’ultima Vertoskoya veniva portata al tavolo.
Quando fu certo che i due agenti rimasti svegli non erano più in condizione di muoversi Yuri si alzò, nascondendo il fucile sotto l’impermeabile.
-Non pensi di cavarsela così, signor Grigorich - disse uno dei due facendo appello a tutte le forze rimaste.
-Oh, beh, se si riferisce ai due amanti qui fuori, temo che non riceveranno mai la loro ricompensa per fermarmi se dovessi uscire da solo. Direi che a quest’ora i miei uomini li stanno rispedendo al vostro quartier generale legati e imbavagliati se non hanno opposto troppa resistenza, in un sacco di plastica in caso contrario... Potete riferire ai vostri superiori che prenderò veramente in considerazione la vostra offerta, forse questo vi salverà la vita.
Senza aspettarsi una replica, Yuri prese l’ultima bottiglia di Vodka, passando accanto all’omone gliela posò sul tavolo dicendo
-Bevila alla mia salute… e tra una mezz’ora vai a dare una scollata ai miei amici, sembra che loro non la reggano troppo bene questa roba.
Yuri cercò con lo sguardo Irina, ma non vide. Mise la mancia promessa sul bancone e si diresse verso la porta.
Pochi secondi dopo era di nuovo sotto la pioggia, ed entro poco più di un minuto era già perso tra le la folla che faceva compere per il giorno di San Nicola.
L'Orfano - Atto 0 - L'eredità di un padre
L'Orfano - Atto 1 - Un nuovo inizio
L'Orfano - Atto 2 - Il racconto di Zhukov
L'Orfano - Atto 3 - Il Gotterdammerung
L'Orfano - Atto 4 - Greta Garbo
L'Orfano - Atto 5 - I Purificatori della Fede
L'Orfano - La leggenda del Greta Garbo
Scritto da Gustav
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