L’Orfano – Atto 1 - Un nuovo inizio
Sono le prime luci dell’alba quando la radio comincia a gracchiare.
Il Caporale Yermenenko, sentito il messaggio, si precipita verso la tenda del comando. Sebbene fosse un giovane atletico e prestante, la sua corsa è molto lenta e pesante, ostacolata dalla fanghiglia risultato dei tre giorni di pioggia incessante.
Arrivato all’entrata della tenda per un attimo tentenna. Forse pensa che non sia il caso di svegliare il comandante senza prima aver verificato la notizia.
Ci pensa qualche secondo di troppo, rimarrà caporale ancora a lungo, decido di uscire io.
L’aria è fredda e pungente, avrei fatto meglio a mettermi almeno la giacca.
- Si, Caporale, avevate qualcosa da riferire
- Signore, gli esploratori riportano una colonna meccanizzata nel fondovalle
- Lo so.
Il suo sguardo è tra lo stupito e il perplesso, non capisce se dico sul serio o se lo prendo in giro… si vede che non mi conosce ancora bene.
- Caporale, non potrei essere il vostro comandante se non sentissi un messaggio radio in tutto questo silenzio. Ogni buon soldato dorme con un occhio e un orecchio per volta.
Data la lezioncina del giorno ora è meglio dare gli ordini
- Mi vada a chiamare Zhukov, si informi sulla consistenza della colonna e mi porti un caffè bollente.
- Si signore
Abbozza un saluto malriuscito, si gira su se stesso e comincia a correre, ancora pesantemente, per eseguire gli ordini.
Quando Zhukov entra nella tenda mi sto chiudendo l’ultimo bottone della giacca. Mi porge una tazza piena di caffè bollente, l’altra la tiene per se, so che prima di entrare ha preso informazioni.
- Allora, quanti sono?
- Abbastanza da crearci dei problemi, soprattutto se il nostro comandante non ha dormito per tutta la notte.
- Come fai a saperlo?
- La lettera… è ancora li sul letto… Yuri, quando ti deciderai ad aprirla e leggerla, invece di guardartela tutta la notte
- Un giorno, forse. Allora quanti sono?
- Il problema non è quanti sono, ma chi sono.
- Gotterdammerung? Sono lontani da casa.
- Già . Ma anche noi; Comunque sembra che abbiano subito delle perdite, potrebbero anche essere inseguiti.
Un attimo di silenzio
- Che intenzioni avranno?
- Non lo so, ma non voglio farmi prendere impreparato. Porta le truppe su quel crinale li giù e falle attestare, tieni i mech dentro al bosco, ma fa in modo che se ne veda almeno uno, non voglio che sappiano di preciso quanti siamo, ma nemmeno che si facciano l’idea che non possiamo fermarli… E fa tenere il Greta Garbo pronto per raccoglierci, se ce ne dovremo andare voglio farlo di gran carriera.
- Che intenzioni hai?
- Se ci sarà da combattere, combatteremo, nel caso anche contro chi gli sta alle costole, ma se possibile voglio evitarlo. E’ da sciocchi combattere quando non si ha nulla da guadagnare.
Butto giù l’ultimo sorso di caffè.
- E fammi preparare la jeep
- Dove vuoi andare?
- A sentire se gli serve un passaggio verso casa.
L'Orfano - La fuga di Gustav
L'Orfano - Atto 0 - L'eredità di un padre
L'Orfano - Atto 2 - Il racconto di Zhukov
L'Orfano - Atto 3 - Il Gotterdammerung
L'Orfano - Atto 4 - Greta Garbo
L'Orfano - Atto 5 - I Purificatori della Fede
L'Orfano - Atto 6 - Il Tav
L'Orfano - La leggenda del Greta Garbo
Scritto da Gustav
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