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L'Orfano - Atto 0 - L'eredità di un padre

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L’Orfano – Atto 0 - L'eredità di un padre

 

E’ una scelta molto difficile quella che sto per fare.

Mi sembra quasi impossibile che un solo attimo di debolezza, un solo unico insignificante atto di amore mi abbia portato a tutto ciò.

Io che pensavo che l’amore fosse solo una sciocchezza, qualcosa che andava bene per i deboli e gli sciocchi.

Ora so che avevo torto. O forse alla fine mi sono rivelato un debole. Non ero innamorato di lei, ma dopo le sue parole non ho potuto fare altrimenti… come avrei mai potuto fare altrimenti.

Ho deciso di rinunciare a tutto.

Quei giorni sono impressi indelebilmente nella mia mente.

Cepinski era appena caduta, tutto sembrava ormai perduto, ma io avevo un piano.

Non sapevo se l’esplosione nucleare che aveva distrutto le miniere fosse stata causata dai miei uomini o dal Gotterdammerung, non importava molto, l’importante è quelle cose disumane, ora che non potevo più controllarle, fossero fermate.

Qualcuno mi avrebbe sicuramente accusato di tradimento visto gli ordini che avevo dato, I bianchi mi sarebbero stati addosso.

Come prima cosa dovevo liberarmi dei miei inseguitori, ma a questa evenienza avevo pensato da tempo… il finto suicidio usando quello sciocco di Dimitri mi aveva dato il tempo di fuggire scortato dall’Orizzonte Rosso, l’unità che avevo fatto arrivare dal fronte orientale.

Arrivati alla base di Baikonur (1) ci saremmo riorganizzati pronti ad usare l’arma segreta… e mi sarei liberato di Catrina.

Ma quando ero li, con la pistola in mano pronto per porre termine alla sua inutile vita, mi ha guardato negli occhi, uno sguardo pieno di coraggio, si vedeva che non temeva la morte.

Mi ha chiesto pietà, non per se… ma per mio figlio!

Per un attimo ho pensato stesse mentendo, ma il suo sguardo diceva il contrario. E lei non era in grado di mentire. In fondo era una donna dolce e gentile oltre che bella, ma in quel momento non era quello ad importarmi. Non mi importava nemmeno di lei, ma del bambino che stava crescendo nel suo grembo. Stavo quasi per premere comunque il grilletto, poi la pistola mi è caduta di mano.

Qualche mese dopo, quando forse Baikonur e l’Orizzonte Rosso (con gli altri reparti che si erano uniti) erano tutto ciò che restava del CPM, Catrina Petrensko metteva al mondo Irina (2) e Yuri Grigorich.

Quel periodo fu molto duro e difficile; fortunatamente gli uomini rimasero fedeli non ostante le avversità, nessuno cercò di vendermi non ostante la taglia che era stata messa sulla mia testa, non so se fosse per paura o per fede in un’ideale, se vedessero in me un punto di riferimento o un despota.

Io sapevo che prima o poi ciò che custodivamo a Baikonur ci avrebbe portato al momento della riscossa, Ma Catrina non poteva sopportare tutto ciò, una vita di stenti e sempre nel pericolo… non poteva accettarla per se e per i bambini.

E così organizzo la fuga. Il fato volle che la sera che aveva deciso di scappare io portai Yuri a vedere il nostro nuovo mech. Avrebbe potuto rinunciare e aspettare, ma sarebbe occorso troppo tempo per riprendere tutti i contatti per il viaggio e nel frattempo qualcuna delle guardie che aveva corrotto avrebbe potuto parlare. Prese con se Irina e scappò.

Le notizie che ho su di lei da allora, sono molto frammentarie. Ma l’ultima volta che è stata vista era nella tenuta della Duchessa Donovna, colei che ho servito per tanti anni, e pare che abbia lasciato Irina nel monastero istituito dalla Duchessa.

E’ così che ho preso questa decisione.

Ho deciso di andare incontro alla morte.

Così almeno smetteranno di cercarmi.

Ho deciso di affidare Yuri al maggiore Zhukov, si vede che gli è affezionato… saprà allevarlo come suo figlio. Gli uomini mi hanno chiesto di non andare, ma non posso fare altrimenti, lo devo fare sia per Yuri che per Irina (spero almeno di sapere se sta bene prima di morire). Zhukov mi ha promesso che proteggerà Yuri a ogni costo, ogni uomo di Baikonur l’ha promesso.

Ho scritto una lettera per Yuri e una per Irina, sperando che quando saranno grandi potranno capire chi era Gustav Grigorich e il bene che gli ho voluto. Una stretta di mano agli uomini, un bacio a mio figlio e mi metterò in marcia.

Per un attimo ho pensato di usare il Greta Garbo (3) per andare dalla Duchessa, di far sbarcare tutte le truppe e riprendere Irina con la forza, ma sarebbe solo una follia. Andrò a cavallo.

Dovrei arrivare dalla Duchessa qualche giorno prima di San Nicola. Spero di riuscire a rivedere Irina prima trovare la morte!

Addio Yuri, papà ti vuole bene.

 

Citazioni

 

(1) Cosmodromo sovietico

(2) Irina Petrensko attualmente milita nei Difensori della Fede

(3) Cit. Giant Robot


L'Orfano - La fuga di Gustav

L'Orfano - Atto 1 - Un nuovo inizio

L'Orfano - Atto 2 - Il racconto di Zhukov

L'Orfano - Atto 3 - Il Gotterdammerung

L'Orfano - Atto 4 - Greta Garbo

L'Orfano - Atto 5 - I Purificatori della Fede

L'Orfano - Atto 6 - Il Tav

L'Orfano - La leggenda del Greta Garbo

L'Orfano - La fuga di Gustav


 

Scritto da Gustav

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