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Jack Jones: The edge of reason

Page history last edited by Fabio Ruggiero 3 yrs ago

Nella fredda notte continentale la macchina nera ha il motore al minimo, quel tanto che basta a mantenere in funzione l’impianto di riscaldamento; la neve fatica ad attecchire sul cofano e si accumula lentamente sul tetto e sul bagagliaio.

 

Ai posti anteriori della berlina sono seduti due uomini, entrambi impeccabilmente rasati e con i capelli in piega, anche attraverso i finestrini blindati i loro abiti si intuiscono perfettamente stirati; entrambi non muovono un muscolo.

 

Tutt’intorno all’auto tende mimetiche coprono uomini ed equipaggiamenti, immediatamente davanti ad essa sorge una baracca in legno, ultima superstite di un villaggio un tempo presente nella vallata.

 

Sui gradini della baracca, spalle alla porta, è seduto un uomo in tuta imbottita, le mani incrociate sotto il mento e posate sullo spegnifiamma di una mitragliatrice con il calcio appoggiato al suolo; lo sguardo fisso sugli occupanti dell’auto.

 

All’interno della baracca il soffitto è reso quasi invisibile dalla spessa coltre di fumo generata da una vecchia stufa a legna e dalle innumerevoli sigarette presenti e passate; l’odore di cipolla e patate bollite si unisce a quello dei fumi.

 

Sull’unico tavolo è stesa una mappa della Matrovska, tenuta aperta da alcune bottiglie semi vuote di liquore locale, una ciotola di pane nero ed un posacenere pieno di cicche; alcune foto satellitari sono poggiate sulla mappa, una metà di un mazzo di carte da gioco riposa in bilico su di un angolo, l’altra metà giace già in vari punti del pavimento.

 

Il restante arredamento della stanza è costituito da una mezza dozzina di sedie di vario genere ed una poltrona consunta; a terra, tra la poltrona e la parete, sporge la schiena di una bambola gonfiabile abbigliata con la divisa delle Guardie del CPM.

 

Intorno al tavolo varie figure in divisa ed una in borghese sostano in piedi ed in silenzio; unica eccezione un secondo uomo in borghese, che sembra il cliché del funzionario governativo di alto rango, che continua a camminare avanti indietro per la stanza, come un attore su di un palcoscenico, pur avendo cura di dare costantemente le spalle alla poltrona.

 

-Quello che voglio essere sicuro di comunicare, Jack… posso chiamarti Jack, vero?

'Come se potessi impedirti di dire qualcosa.' -Certamente, Eccellenza.

 

-Ok, quello che volevo essere sicuro di comunicare a te ed ai tuoi ragazzi qui presenti è che, talvolta, la Madrepatria ci chiama a compiere doveri che sono un po’ più in là di quello che inizialmente ci si aspetta, chiaro fin qui?

'Cazzo, sapessi come tua madre chiama TE.' -Certamente, Eccellenza.

 

-Bene, chiaramente in questi casi la Madrepatria ricorre ai suoi uomini… e donne… più fidati, quelli le cui imprese sono più fulgide.

'Come a dire che hai imparato a memoria il mio dossier.' -Certamente, Eccellenza.

 

-Benissimo, in questo caso, Jack, la Madrepatria ha pensato a te. La tua conoscenza del territorio ed i tuoi rapporti con i locali ti rendono il candidato perfetto per la missione; soprattutto la tua vecchia relazione con la Zarina potrebbe tornarci utile. A proposito, gran bella figliola Jack, complimenti.

Indicando le immagini sulla mappa.

- Spero che la prossima volta che passerò da queste parti mi farai trovare anche la sua foto, insieme a tutti questi paesaggi.

'Coglione di un segaiolo.' -Temo di non averne di scattate da così lontano, Eccellenza.

 

-Ottimamente, Jack, questo è lo spirito.

Poggiando una mano fin troppo ben curata sulla spalla dell’uomo in mimetica.

- Sapevo di aver fatto bene a puntare su di te ed a Lincoln non sono il solo a pensarla così.

'So benissimo chi rappresenti, grasso stronzo.' - Troppo gentile, Eccellenza.

 

-Magnifico, Jack, allora abbiamo chiarito tutto.

Il funzionario si volta verso un uomo vicino alla porta che è il cliché del portaborse, questi gli porge la valigetta che fino ad allora aveva tenuto in mano.

Il funzionario fa scattare la combinazione e prende un involucro di carta color senape.

– Qui dentro c’è tutto quello che ti serve sapere e mi raccomando: acqua in bocca.

 

Il militare prende la busta che l’altro gli porge.

'Sai che bello, file temporizzati ed ordini non firmati, scritti con un inchiostro che ha già cominciato a dissolversi non appena tirato fuori dalla valigetta a temperatura controllata.' -Certamente, Eccellenza.

 

Il portaborse apre la porta della baracca, il soldato sui gradini si alza per lasciare libero il passaggio; nella berlina l’uomo accanto all’autista esce dall’auto per andare ad aprire la porta posteriore della vettura.

 

Il funzionario si alza il bavero del cappotto ed esce, prendendo il cappello che il segretario gli porge, poi, mentre la porta viene richiusa, ha come un attimo di ripensamento e si gira di nuovo verso il suo ormai ex-interlocutore.

 

-A proposito, Jack: bella maglietta.

 

Il militare abbassa lo sguardo sulla propria maglietta, come se vedesse per la prima volta la piramide bianca in campo verde sormontata da un occhio e dalla scritta : “With Gold we thrust!”.

 

Il “Grazie, Eccellenza” è coperto dal rumore dell’auto che si avvia, oltre la porta ormai chiusa.

 

Il silenzio nella baracca dura finché nessun rumore giunge più dall’esterno.

 

-Greta.

-Si?

 

-Vedi dove si sono imboscati quei coglioni che dovevano essere di sentinella all’ingresso della valle, poi vai da Carlos e digli che ha i volontari per portare il mortaio nella prossima marcia.

-Si, Jack.

 

Mentre il suo ufficiale esce, Jack apre la busta e dà una rapida occhiata al contenuto.

'E figurati se poteva essere la valigetta diplomatica per Ville Lumière. Brutte mappe, gran brutte foto, missione di merda.'

 

 

(Scritto da Fabio Ruggiero 2004)

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