Si tratta di un evento all’incirca stagionale che ha luogo tra i Clan Mechwarrior Nomadi. Principalmente dettato da necessità di scambi commerciali il Mercato raramente viene indetto o programmato con anticipo. Si tratta piuttosto di un evento che nasce dall’incontro di due o più gruppi nomadi, sufficientemente consistenti da dare il via un insediamento semi permanente. Il mercato si ufficializza nel momento dell’arrivo di un esponente di rango del clan che rivendica il possesso dei territori circostanti. A quel momento sotto strette regole di tregua può avere inizio il mercato degli ostaggi del ferro.
In origine si trattava di un vero e proprio mercato di schiavi in cui la merce più consistente erano i prigionieri di guerra, gli ostaggi del ferro. Nel corso degli anni tra i clan mechwarrior ha assunto più la dimensione di un mercato di scambio di personale specializzato costituito principalmente da tecnici civili. Nei clan più civilizzati l’usanza è in disuso in seguito alla stanzializzazione.
Lo sviluppo di una economia basata su uno scambio di competenze è stata resa necessaria dalla mancanza di infrastrutture che caratterizza lo stile di vita nomade tra questi clan. La popolazione che abita i territori controllati dai clan nomadi è costretta a convivere con questa usanza, e non è raro che avvengano “reclutamenti” o “acquisizioni” forzate.
Le condizioni di vita delle persone le cui capacità sono commerciati nei Mercati del Ferro dipende strettamente dalle usanze del clan che esercita il diritto di “proprietà”. Il Clan Tempesta tratta con rispetto i civili, ma sottopone a mutilazione rituale i soldati nemici catturati. Il Clan della Città che Cammina sembra concedere la possibilità di essere “commerciato” solo ad alcuni dei suoi prigionieri. Mentre sulle usanze della Caccia Selvaggia circolano solo orribili voci.
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