IL GIOCO DEI TRONI
Ville Lumiere. 5 Dicembre 412
"...il futuro di Braveland e' nelle vostre mani. Tra dieci minuti entreremo in DefCon Zero, il vostro diritto di firma verra' revocato: da allora il futuro di Braveland sarà nelle mie, di mani. Chiudo."
Allora, Martin: che fare?
Guardi il tuo collega? Il politicante Jefferson?
Lui ti guarda a sua volta? E' un brivido quello che cogli, un'incrinatura nella sua cocciuta testa di economista?
Come siete arrivati a questo punto? Come?
Torniamo indietro di qualche ora...
Ville Lumiere: posto interessante. Conferenza internazionale, terra consacrata della diplomazia, concentrazione di potere e tradimento. Hai
sempre odiato l'idea di avere troppe anime sotto controllo. Un reparto di fanteria e' un onere, un plotone e' una sfida, una nazione e' una follia. Troppa responsabilita' per te che ragioni in termini militari: troppi morti sulla coscienza se farai un errore. Troppi anche per uno come te. Indossi la maschera del guerriero. Niente sorrisi, niente risate: parla solo per colpire al muso, niente compromesso, niente balle.
Dopo dieci minuti non hai ancora tastato cibo, non te ne accorgi di quanto siano appetitose le pietanze di Bilal. Il problema di questi posti e' che sono tutti vestiti diversi: non ci sono divise, e' difficile capire da che parte stanno gli altri. Dopo tutto questo tempo non hai ancora imparato tutti i nomi di quelli che sono nel salone.
Dopo quindici minuti ti arriva il rapporto della squadra di recupero dei BloodBorn . La frontiera bianca di Khazakia e' indifesa. Devi parlare a
Jefferson: ricapitola, lui sta con l'opposizione, lui vuol far cadere Duran, lui pensa ai soldi e non alla democrazia. Manda giu' il boccone, fa un respiro: comincia a raccontargli la vicenda. Lo odi, lui ti odia; ma non ve lo dite, e' questo il brutto della politica. Se non altro e' chiaro che avete due linee diverse: lui vuole ritirare le truppe subito e da qualsiasi fronte, tu vuoi ottenere una vittoria sul CPM a qualunque costo. Unico tratto comune: il tungsteno. Braveland lo vuole, a prescindere dalle fazioni politiche.
Dopo venticinque minuti hai finito di parlare con Grey, il tuo vecchio compagno d'armi. Che rispetto si puo' avere per chi ha imparato cosi' bene
il gioco dei troni? Ti ha parlato della vecchia guerra e ti sentivi come a casa, poi ti ha parlato della Parasol e dell'interesse comune nel tagliarla fuori dalla partita. Gli hai detto che da piccolo odiavi gli scacchi? Che preferivi i soldatini?
Dopo trenta minuti ricevi il messaggio di tuo figlio. E' confuso come al solito. Si stanno muovendo; gli chiedi "dove", ti risponde "con i bianchi".
Sara' che con tuo figlio non c'e' mai stata grande comunicazione.
Ok, soldato, calma.
Milo e' stanziato in Nabukovia con le truppe di Alexandrovich. Le stesse che dovevano essere al fronte Khazako. Si muovono.
Non mi e' chiaro se in quel momento eri preoccupato per Milo o per i movimenti del Generale bianco. Non ho capito se quando hai gridato "Boris!"
cercando la Volpe eri un Padre o un Militare. Non l'ho proprio capito.
Da quel momento le cose corrono e si rincorrono. I bianchi sono nervosi perche' minacci di ritirare qualsiasi aiuto se non ti spiegheranno i loro
movimenti. Gli Albionici ti incalzano per un accordo commerciale vantaggiosissimo. I Ruritani parlano ad alta voce, addirittura i rossi sono
venuti a consultarti... come se pensassero di essere una vera nazione.
Dopo due ore sei al tavolo con gli Imperiali. Una barzelletta. Come fa Jefferson ad essere cosi' stupido e vile? Venderebbe la madre e la nazione
ai cosacchi se ci fosse un buon margine di guadagno. Accordo stipulato: ci teniamo Agratz, loro si prendono il territorio Khazako e dirottano su di noi il traffico mercantile, qualunque sia la fonte. I rossi o i bianchi non cambieranno mai la direzione del tungsteno verso ovest: il metallo passera' sempre e comunque dai porti dell'Impero. Chiedi all'orientale come pensano di controllare il commercio nonostante il blocco navale di Albione, lui sorride e china il capo in cenno di saluto. Fossi stato al fronte glie lo cancellavi quel sorriso, vero? Vero?
Hai fatto un corso di "economia rapida" ma ancora non hai chiaro chi estragga il tungsteno, chi lo venda, chi lo trasporti... soprattutto chi ci
guadagni. Pero' Jeffy sembra contento con quella cravatta da primo della classe.
E ti deve un favore.
Viene il turno dei bianchi, della contrattazione infinita con quelli che dovrebbero essere tuoi alleati. Il tempo della cocciutaggine di Jefferson. Se solo avessi una pistola, se solo potessi fargli quello che immagini nella tua testolina di soldato veterano.
Viene il tempo della guerra civile Aquitana, delle unita'-Q hackerate che proclamano la sovranita' del popolo e la fine della monarchia.
Viene il tempo delle notizie che si susseguono, coi ribelli Aquitani che divorano chilometri di territorio fino alle porte della citta' in cui siete.
Mica male, questi insorti: non fossero cani da macellare li ammireresti per la coordinazione del loro blitz.
Viene il tempo dell'esplosione di Medusa, dell'onda anomala che spazza via tre quarti della flotta di Albione. Ecco come fare a forzare il blocco per l'Impero... e tu hai appena firmato un accordo con loro. Albione non la prendera' bene.
L'ambasciata diventa un formicaio. Tutti corrono e vogliono parlare con tutti. Nemmeno tu mantieni la calma; non ti sei sentito ma gridavi un sacco. Resta poco tempo: e' stato un attacco nucleare e sai bene cosa puo' succedere adesso, se Albione reagisce alla cieca e con pari forza. Qualcuno ti spinge in una saletta, ritrovi Jefferson rosso in viso: siete soli.
E quindi e' cosi' che siamo arrivati a questo punto. Dieci minuti alla DefCon Zero. Dieci minuti con presidente chissa' dove con il dito sul Pulsante Rosso. Jefferson si volta verso di te.
"Cazzo" dite in coro: su questo siete proprio allineati.
Tranquillo, Martin Morgan. I Bianchi firmeranno l'accordo "War Hammer": si attacchera' Cepinsky insieme, a loro il tungsteno, a voi il diritto di
estrarlo. Con mille indecisioni, Jefferson firmera' l'ordine per mandare gli Space Knots in caduta libera verso le miniere. Avrete il tungsteno, comunque finisca; avrai la tua battaglia contro il CPM.
Il trasporto a decollo verticale ti stara' aspettando sul tetto dell'ambasciata. Non baderai al freddo che ti filtra attraverso le scarpette lucidate. Dal basso sentirai le urla dei rivoltosi mischiarsi alle minacce di Albione: "Guerra! Guerra atomica!". Bilal si poggera' sul capo una corona senza valore mentre ti solleverai in alto, al sicuro.
Perche' tremi, Morgan? Hai paura di quello che hai fatto, di quello che sei diventato?
E' il gioco dei troni: hai dimostrato di saper giocare?
Mist
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